Comune di Sesto al Reghena

Itinerario 1: Arte e ambiente

Laghi, fiumi, antiche pievi, luoghi nieviani, verso Cordovado.

 

 

Il primo itinerario, opportunamente segnalato da cartelli direzionali con il nostro marchio a renderlo riconoscibile, parte dal centro abbaziale e per completarlo in bicicletta ci vogliono circa 2 ore, che diventano il doppio se si va a piedi. Percorriamo via Roma e poco prima della porta turrita, svoltiamo a destra lungo la suggestiva calle San Gallo, ove in antichità si dice fosse collocata una piccola chiesa.

 

    

 

 

Passato il ponte in legno sul Reghena, e percorsa la strada bianca fino al suo termine, svoltiamo a sinistra e dopo circa 50 metri, attraversiamo un altro ponte sul nuovo Reghena.

 Ci troviamo all’imbocco della strada campestre (percorribile anche in bicicletta) che attraversa i Prati Burovich, antichi prati stabili ricchi di essenze arboree e floreali autoctone, un autentico unicum dal punto di vista botanico. 

 

  

 

Dopo aver incrociato la circonvallazione esterna del paese di addentriamo nella parte più riparata dei prati, e ci accingiamo a raggiungere il lago delle Premarine, autentica oasi naturalistica dove possiamo fare passeggiate e birdwatching, con un panorama che si apre fino alle prealpi. Il giro attorno alla porzione del lago posta in Friuli Venezia Giulia (l’altra parte è in Veneto ed è privata) può durare circa 30 minuti, pause (consigliate) escluse. Torniamo sui nostri passi ma, invece di entrare nuovamente nelle “stanze” dei Prati Burovich, li costeggiamo dall’esterno e giunti al Reghena, giriamo a destra e lo affianchiamo per qualche centinaio di metri, fino al ponte che attraversiamo piegando a sinistra.

Percorriamo la strada bianca fino in fondo, cioè fino a che incontriamo via Mure, la strada che dall’autostrada porta al centro abbaziale. Giriamo a destra e dopo circa 200 metri giriamo a sinistra (c’è sempre la segnaletica ad aiutarci).  Conosciamo un altro angolo del territorio, fatto di strade bianche che si affacciano su campi coltivati, vigne e canali.

 

  

 

Al termine svoltiamo a sinistra, lungo via Giai, e poco prima di raggiungere il centro urbano, pieghiamo a destra lungo via Fraticelle, che percorriamo completamente.

 

All’incrocio con via Levada e via Piave svoltiamo a sinistra, lungo via Piave: sulla sinistra corre la pista ciclabile: al ponticello imbocchiamo la stradina di destra, fino al boschetto – area di sostadove pieghiamo ancora a destra e cominciamo a percorrere la strada bianca, antica strada romana, che giunge ad un suggestivo guado (punto di sosta e di osservazione) servito da un ponticello.

 

  

 

 

            

 

 

Continuando per la stessa strada incontriamo la chiesetta di San Pietro (sec. XII) gelosamente custodita da un comitato di appassionati e di cultori del luogo che l’hanno ricostruita dopo decenni di abbandono. 

Dopo aver goduto delle bellezze dell’antica chiesetta, riprendiamo la direttrice  verso i Molini di Stalis. Li raggiungiamo attraversando via Borgo di Sotto e imboccando via Stalis. Il mulino, sul guado posto tra le regioni Friuli e Veneto, è stato restaurato dalla Provincia di Venezia e merita una nostra visita.

 

                            

 

La strada che affianca i mulini ci permette di raggiungere uno dei luoghi nieviani per eccellenza: la Fontana del Venchiaredo, cantata ne Le confessioni di un italiano. La curiosità ci porta a proseguire, e a lambire il centro di Cordovado, per poi piegare nuovamente verso Bagnarola e riprendere il percorso dell’itinerario al contrario e rientrare a Sesto al Reghena.